La divulgazione scientifica è fondamentale, ma ha limiti che non vanno confusi con la clinica. Spiegare un farmaco o uno studio non equivale a valutarne l’uso in una persona reale. La medicina è una disciplina narrativa e contestuale, non riducibile a una pubblicazione. Il paper è la punta dell’iceberg, la scelta terapeutica vive nella complessità sommersa. Libertà di parola e competenza non coincidono: la prima tutela chi parla, la seconda chi ascolta.
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