Quando si parla di entomofagia, cioè del consumo intenzionale di insetti come alimento, spesso l’opinione pubblica reagisce con sorpresa o perfino ribrezzo. Ma se dicessi che molti di noi mangiano già insetti, senza nemmeno saperlo? E che questo è accaduto per decenni nell’industria alimentare?

La storia più interessante parte da un colorante rosso brillantissimo che è ricavato da insetti. Nel linguaggio tecnico dell’industria alimentare e della normativa europea, questo colorante è identificato come additivo alimentare E120, anche noto come carminio o acido carminico. Il colorante E120 non è una scoperta moderna: la sua storia risale a quando le popolazioni pre‑colombiane in Messico e nelle Americhe usavano la cocciniglia , un piccolo insetto parassita delle piante di cactus , per ricavare una tinta rossa intensa. Oggi, la materia prima proviene ancora da questo insetto (principalmente femmine seccate e trattate per estrarne l’acido carminico), allevato tradizionalmente su piante come il fico d’India. Se hai mai mangiato uno yogurt alla fragola, una caramella rossa, un aperitivo rosso o alcune bevande industriali, è molto probabile che tu abbia consumato un prodotto che contiene questo colorante.
Ma attenzione non stiamo mangiando insetti interi, ma un pigmento estratto da loro. Questo additivo è approvato e regolamentato dalla normativa alimentare europea (Regolamento CE 1333/2008 e Regolamento CE 231/2012), e per essere utilizzato deve rispettare limiti di sicurezza stabiliti dagli enti competenti come l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare);
È considerato sicuro per la salute umana alle dosi consentite, anche se in rari casi può causare allergie o reazioni in individui sensibili;
Oggi molte industrie, per ragioni etiche (vegani, vegetariani) o di costo, preferiscono utilizzare coloranti sintetici o vegetali, ma l’E120 resta un esempio storico di “insetto nel cibo”.

Quando si parla di insetti come alimento in senso moderno, ci si riferisce soprattutto a prodotti come farina di grillo, larve e altri insetti interi, recentemente autorizzati in UE come nuovi alimenti (novel foods) dopo valutazioni di sicurezza. Questo è spesso presentato come una novità, un’alternativa sostenibile alle proteine animali. Eppure la realtà è che già da decenni consumiamo prodotti alimentari che, in un certo senso, contengono insetti, anche se solo come origine di un additivo e non come alimento intero.
Questo non serve a spaventare nessuno, ma piuttosto a incoraggiare una riflessione : il nostro rapporto con gli insetti nel cibo è già avviato da molto tempo. Se accettiamo con serenità un colorante rosso, forse possiamo affrontare con meno pregiudizio anche l’uso di insetti come cibo, quando regolamentato in modo sicuro e trasparente.
Dr Antonio Vivenzio
Medico specialista in scienze della alimentazione
dietologo ;Taranto (TA)