23 Feb
23Feb

Il reflusso gastroesofageo è molto più di un semplice bruciore di stomaco occasionale. È una condizione che incide profondamente sulla qualità della vita, ma che può essere gestita con successo attraverso tre pilastri: alimentazione consapevole, stile di vita e supporto farmacologico mirato.

Quello che introduciamo nello stomaco determina la frequenza e l'intensità delle risalite acide.

Il ruolo del pH

Per ridurre l'irritazione dell'esofago, è utile prediligere cibi con un pH più alto (alcalini), che aiutano a tamponare l'acidità gastrica. Tra questi troviamo: Verdure verdi: broccoli, cavolfiore, asparagi e fagiolini. Frutta non acida: banane, melone e pere. Cereali integrali: avena e riso, che assorbono gli acidi in eccesso.

I "nemici" dell'esofago

Al contrario, alcune bevande presentano un pH estremamente basso (molto acido) che può scatenare immediatamente i sintomi:

Bibite gassate e Cole: L'anidride carbonica aumenta la pressione gastrica, mentre l'acidità delle cole (spesso con pH intorno a 2.5) è corrosiva per le mucose già irritate. Succhi di frutta: In particolare quelli di agrumi (arancia, pompelmo) e mirtillo.

Il mito della gomma da masticare: Molti pensano aiuti a rinfrescare l'alito, ma la masticazione continua invia segnali al cervello che "sta arrivando cibo". Questo attiva la produzione di acidi gastrici che, non trovando cibo da digerire, finiscono per aggredire le pareti dello stomaco

Cibi molto acidi sono Arance e limoni e agrumi in generale ma bisogna evitare anche cibi grassi, carni grasse e cioccolata posso rallentare lo svuotamento gastrico e peggiorare la sensazione di reflusso.  Il latte è spesso considerato un rimedio della nonna perché, essendo leggermente alcalino, offre un sollievo immediato neutralizzando l'acido nell'esofago appena lo si beve. Tuttavia, bisogna fare attenzione all' "effetto rimbalzo":

  • Il problema dei grassi: Il latte intero è ricco di grassi, che rallentano lo svuotamento dello stomaco e rilassano lo sfintere esofageo inferiore (la "valvola" che dovrebbe stare chiusa). Questo può causare una produzione di acido ancora maggiore dopo circa 30-60 minuti.
  • La scelta corretta: Se non si vuole rinunciare al latte, è meglio optare per quello scremato o parzialmente scremato. In alternativa, le bevande vegetali (mandorla o avena) sono spesso più tollerate perché naturalmente povere di grassi irritanti.

Per quanto riguarda la frutta e la verdura, la maturazione gioca un ruolo chiave nel controllo del pH: Sì ai cibi maturi: In linea generale, la frutta ben matura (come le banane con le macchioline scure o le pere morbide) è meno acida e più digeribile. Gli enzimi naturali presenti nel frutto maturo aiutano a "predigerire" le fibre, rendendo il lavoro dello stomaco più leggero.

  • Il rischio del cibo acerbo: La frutta acerba contiene spesso una quantità maggiore di acidi organici e tannini che possono irritare la mucosa gastrica e stimolare una secrezione acida più aggressiva.
  • Attenzione però alla fermentazione: Se un frutto è troppo maturo (quasi passato), potrebbe iniziare a fermentare nello stomaco, creando gas e gonfiore, che a loro volta spingono il contenuto gastrico verso l'alto.

Il reflusso è anche una questione di gravità. Ecco come prevenire la risalita meccanica dei succhi gastrici:

La regola delle 2 ore: Mai sdraiarsi subito dopo i pasti. È fondamentale attendere almeno due ore per permettere lo svuotamento gastrico. Cena anticipata e leggera: Di sera, il sistema digerente rallenta. Anticipare il pasto ed evitare i cibi "grilletto" (grassi, fritti, cioccolato, menta) è cruciale. L’importanza della postura notturna: Se il reflusso notturno è frequente, non basta un cuscino extra. L'ideale è sollevare la testiera del letto di circa 15-20 cm o utilizzare due cuscini per mantenere il busto inclinato, sfruttando la gravità per tenere gli acidi nello stomaco.

Farmaci: Oltre l'Autocura

La terapia farmacologica deve essere sempre personalizzata. Solo il medico curante o lo specialista gastroenterologo possono definire il dosaggio e la durata del trattamento. Le principali opzioni includono:

  1. Soluzioni Tampone (Antiacidi): Utili per un sollievo immediato, neutralizzano l'acido già presente.
  2. Soluzioni Combinate con Acido Ialuronico: Proteggono la mucosa esofagea creando un film protettivo che favorisce la cicatrizzazione dei tessuti irritati.
  3. Inibitori di Pompa Protonica (IPP): Considerati i più efficaci nel lungo periodo, riducono drasticamente la produzione di acido alla fonte.
Nota Bene: Il reflusso può essere il sintomo di condizioni sottostanti come l'ernia iatale, che richiede un inquadramento diagnostico preciso (gastroscopia o radiografia) per essere gestita correttamente.


Dr Antonio Vivenzio

medico specialista in scienze della alimentazione

Taranto (TA)


Bibliografia:

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.